SELVAGGIA PER SEMPRE
Attraverso queste brevi considerazioni, abbiamo voluto sintetizzare il nostro pensiero, nel riconoscere e stabilire in progetto limportanza e la pertinenza territoriale della "Zona di riserva naturale integrale" lungo il fiume Piave del Parco Fluviale di san Donà
Francesco TOCCO agronomo forestale
Gennaro MEMMOLI architetto
In Italia si è cominciato a parlare seriamente di "Wilderness" a partire dagli anni 80. Il concetto di "Area di protezione integrale" o Wilderness che dir si voglia, è lapplicazione pratica della filosofia della natura selvaggia teorizzata agli inizi del secolo scorso dal filosofo ambientalista americano Henry David THOREAU, basata appunto sul rispetto della vita selvatica, sul non consumismo delle risorse, sui valori spirituali delluomo come sua parte integrante.
Le "Aree di protezione naturale integrale" o "Aree Wilderness", in effetti sono e devono considerarsi proprio lapplicazione pratica di questo concetto, noto anche come del "Selvaggio per sempre", sviluppatosi e diffusosi negli anni, per divenire una durevole garanzia di conservazione dei patrimoni ambientali più integri, isolati e in definitiva, selvaggi, della Terra. E questo, soprattutto quando ci si accorse che la altre forme di tutela (compresi i Parchi nazionali) non erano sufficienti a garantire limmutabilità del territorio.
Questo modo di tutelare, "Wilderness" appunto, vuole infatti esprimere anche unaltra fondamentale caratteristica, che distingue la forma del vincolo applicata a queste aree, che è quello della sua perpetuità; ovvero una previsione di vincolo che sia garantita il più a lungo possibile nei termini del sistema legislativo dello Stato.
Noi Tecnici dellAmbiente auspichiamo questo modo di tutelare, laddove siano riconosciute le prerogative funzionali e di fruizione particolare del biotopo considerato in progetto, come nel nostro caso. Anzi, siamo impegnati "su tutta la linea" a fari sì che questo concetto venga il più possibile diffuso ed adottato, anche in forme ridimensionate, dagli Enti Pubblici, in Italia, in modo che le sue forme di attuazione sul territorio rappresentino sempre di più linstaurazione di un principio che un giorno anche da noi potrebbe assurgere ai massimi livelli legislativi.
E complesso spiegare in poche righe il senso e il significato di questa filosofie ambientalista, che piuttosto che negare luso delle risorse naturali da parte delluomo mira a regolamentarlo a livelli accettabili e di equilibrio, affinché non solo non si possano perdere le caratteristiche peculiari della natura, ma si possa vivere, anche utilizzare, per quanto è possibile, in quanto risorsa rinnovabile. Una filosofia che è però contraria alluso di massa dellambiente a scopi ricreativi o di prelievo delle risorse naturali, se pure la ricreazione fisica e spirituale delluomo ne sia uno degli obiettivi e luso di certa parte delle risorse rinnovabili, conciliabile; tanto che la caccia stessa è (perfino) permessa nelle "Aree Wilderness" proprio in quanto pratica umana di equilibrio rapporto con lambiente.
Il veto è esclusivamente per le opere antropiche moderne, verso la meccanizzazione, verso lo sviluppo motorizzato di vie e strutture, verso nuove strade, caseggiati, dighe, ecc.
Ma per essere ancora più espliciti e rigorosi nella nostra scelta di progetto per tale Area del Parco, di "protezione naturale integrale", riportiamo di seguito il programma concettuale di riferimento delle "Aree Wilderness", proposto e studiato in Italia (AIW, 1985).
1) Per la nuova filosofia che consideri la natura un valore in se e patrimonio spirituale per luomo, che esalti il suo valore morale e di bellezza e lemotività che suscita nellanimo umano; affinché sia maggiore il suo rispetto e siano più sicuri e duraturi i vincoli presi a sua tutela.
2) Per un più giusto rapporto tra luomo e la natura ed un uso equilibrato dellambiente, anche se a fini ricreativi e di godimento, nel primario rispetto delle sue esigenze; affinché sia effettivamente possibile tramandare di generazione in generazione sempre uguali i patrimoni ambientali.
3) Per il mantenimento della assoluta integrità territoriale e paesaggistica delle aree naturali selvagge rimaste in Italia, dentro e fuori quelle già protette; affinché, pur nel rispetto di tradizioni, utilizzi delle risorse naturali e recupero di valori culturali, esse si conservino per sempre inalterate.
4) Per lapprovazione da parte degli organi legislativi ed altri organismi che gestiscono il territorio, di leggi e provvedimenti speciali che tutelino i valori della natura selvaggia; affinché sia garantita per sempre e per principio la intangibilità delle aree naturali selvagge e vi sia proibita ogni forma di motorizzazione e di antropizzazione
5) Per un controllo ed una supervisione morale a favore della natura sulle attività di gestione degli organismi che amministrano aree protette; affinché i primari interessi della natura non debbano mai essere messi da parte o sminuiti per fare quelli delluomo.
6) Per il riconoscimento legittimo di un "diritto di proprietà morale" sulle bellezze naturali, a prescindere dalla proprietà catastale dei suoli; affinché ogni valore della natura non sia più considerato solo in unottica economica con la conseguente negazione del valore estetico e spirituale che lo stesso bene possiede.
Di questi punti, quello che maggiormente interessa qui approfondire è il quarto, che motiva espressamente il perché dellinteressamento dei progettisti verso la difesa di questa vasta superficie di Parco naturale lungo il fiume Piave, ad opera degli organismi regionali e locali.
Solo così si potrà evitarne la perdita e garantirne la continuità nel tempo; e solo così si potrà evitare forme di gestione che, pur con tutti i migliori intenti, non finiscano col degradarne il valore primario che questo tipo di area preserva, sminuendolo attraverso facilitazioni di accesso ed uso di massa.
In Italia questo impegno vincolistico viene anche fondato sulla ormai matura esigenza di una politica locale in difesa del territorio e dellambiente, sul loro "utilizzo" per finalità morali nel significato più ampio del termine; una politica che porta soprattutto ad un tornaconto culturale e che proprio per questo è localmente più motivata, essendo più diretto il vincolo delluomo con il proprio ambiente di vita.
La designazione delle "Aree Wilderness" rappresenta difatti prioritariamente un rispetto di zone che sono paesaggisticamente ed ambientalmente parti integranti dei paesi circostanti, e per il mantenimento di un frammento di quella situazione territoriale in cui la civiltà locale si è sviluppata.
I sentieri, i luoghi, gli aspetti di queste zone oggi ancora "selvagge" sono stati vissuti e visti immutati dalle generazioni passate ad oggi; preservare parti di queste contrade come esse erano nei secoli scorsi e come sono giunte a noi riteniamo sia importante e giusto, sia storicamente, sia culturalmente e sia anche socialmente.
Questo potrà sembrare poco, o addirittura essere decisamente contestabile, in una società che ha posto invece alla base di tutto il reddito utile economico.
Ma, per fortuna, vi è ancora e diffusa una richiesta del bene Natura anche quale valore spirituale, ed è giusto che essa venga soddisfatta, proprio escludendo la massificazione e la mercificazione dellambiente come utile sociale.
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